"I nani da giardino, anche se non sembra,
sono creature delicate"

La pioggia rende lucida ogni cosa

Improvvisamente è autunno. La pioggia rende lucida ogni cosa. Ho messo la sciarpa e le scarpe chiuse.
I piedi protestano abituati a stare in sandali aperti e comodi. Le maniche lunghe sulla pelle ancora leggermente abbronzata dai giorni di sole. In attesa di qualche giornata che ci ricordi il vero posto dell'inverno. Cioè più avanti. Non ora.
Sulla metropolitana la gente assiepata è vestita come me. Molto. Salgo in un vagone e incontro una persona che conosco, facciamo quattro chiacchere e sono già in stazione. Ho perso il treno, mi tocca prendere quello che costa il doppio.
In fondo non mi importa. Ho perso il treno, piove, fa freddo e ho le scarpe chiuse. Ma sto bene.
Sul treno da sola tendo a fare bilanci. O leggo, leggo e osservo, oppure faccio bilanci. Un simpatico signore che mi siede di fronte mi obbliga a fare un po' di conversazione. Presto però guardo fuori, accendo il pc ed ecco che mi trovo a pensare. I campi passano veloci, gialli, arancioni e verdi mescolati. Il finestrino bagnato li fa sembrare quadri ad olio. Il signore simpatico somiglia a Van Gogh?
Ha, però, tutte e due le orecchie. Uhm.
Ma poi Van Gogh dipingeva ad olio?
Torno al bilancio. Due anni e il mio mondo è tutto cambiato, alcune cose sono costanti. Più che altro persone. Il resto viaggia e frulla come dentro un mixer.
Penso alle persone, i miei affetti. Gli amici. Penso agli occhi di alcuni. Alle mani forti di altri.
Raggiungo la ragguardevole consapevolezza di aver maturato la capacità di uscire dall'armatura. Almeno in parte. Togliere il metallo e lasciare il più morbido cuoio.
Amo molto di più. Mi sporgo dal balcone. Mi dondolo nel vuoto. Non lascio la presa, le mani sono salde nella presa.
Il cuore traboccante, letteralmente.
Non so come diavolo ho fatto.
So che c'è stato un viaggio e poi nulla è stato più come prima. Io, non sono stata più come prima. Certo è rischioso; scoprirsi, ridestarsi.
Di nuovo penso agli occhi. Sono una delle cose che cambia meno con l'età. Se sono brillanti lo sono a dieci come a sessant'anni.
C'è chi conosco da una vita, addirittura venticinque anni. E non siamo nemmmeno così simili. C'è chi amo da quindici, e qui l'essere simili non conta nulla. C'è chi invece è dentro la mia vita da meno tempo, ma non per questo meno importante. I loro occhi. Stelle. Tutte.
Ho il mio personale firmamento. Forse lo abbiamo tutti. Ma io da dentro la mia armatura non vedevo così tante stelle. Solo qualcuna. Sirio forse. Poco altro. Invece tolto l'elmo non posso trattenere un'espressione di sopresa.
Io sono circondata di persone che brillano. Come avrò fatto a essere così cieca da non vederlo prima.
E poi, la pioggia rende lucida ogni cosa.